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Guardare in alto... Omaggio a Vinicio Berti - Collezione Civica Il Renatico


Eventi › Guardare in alto... Omaggio a Vinicio Berti - Collezione Civica Il Renatico

locandina

18 giugno - 18 settembre 2016

 

A Villa Renatico Martini sede del Museo d’arte contemporanea e del Novecento di Monsummano Terme, Mac,n, da sabato 18 giugno 2016 verrà esposta una parte della raccolta museale Il Renatico, ricca collezione di opere d’arte di proprietà dell’Amministrazione Comunale, formatasi grazie alle donazioni di importanti artisti e collezionisti privati, consapevoli dell’importanza della comunicazione culturale attraverso spazi multimediali.

L’esposizione prevede la sistemazione nelle cinque sale al secondo piano di opere di diversi artisti legati alla Poesia Visiva, quali Luciano Ori e Ketty la Rocca, al Costruttivismo come Franco Rosselli e Bruno Pecchioli, alcune fotografie e incisioni contemporanee di Enrico Cattaneo e Giuseppe Vigolo e infine una curiosa piccola mostra omaggio dedicata a Vinicio Berti nel venticinquesimo anniversario della sua morte, avvenuta il 18 settembre 1991.

Diversi disegni inediti a tempera, penna e matita, figurativi e astratti, litografie, uno schematico autoritratto eseguito su di un foglio strappato da un vecchio registro, riportato su telaio, e dipinti del Berti saranno esposti assieme alle opere dei più noti componenti firmatari del Manifesto dell’Astrattismo Classico del 1947: Gualtiero Nativi, Silvano Bozzolini, Alvaro Monnini, Arrigo Parnisari.

Nella sala sarà presente anche un dipinto di Liberia Pini compagna di una vita del Berti e custode dei suoi lavori e del suo archivio fino alla morte avvenuta nell’aprile del 2012, grazie alla quale il Mac,n può oggi vantare un così cospicuo numero di opere del maestro fiorentino.


La mostra sarà visitabile, fino al 18 settembre 2016, nei seguenti orari: lunedì, giovedì, venerdì 16 -19; mercoledì 9.30 – 12.30; sabato e domenica 9.30 – 12.30/16 -19; chiuso il martedì e Ferragosto.

 

 


Vinicio Berti
Firenze, 1921-1991


Proveniente da studi tecnici e artistici, il giovane Berti compie varie esperienze pittoriche formative approdando a una rappresentazione del reale peso con forte segno espressionista, con il quale raffigurerà il dramma della sua città ferita dalla guerra. Nel ‘45 aveva fondato con altri giovani artisti e intellettuali comunisti la rivista ‘Torrente’, esauritasi dopo pochi numeri, dalla quale si formeranno intese che, nel ‘46, assieme ad un più allargato gruppo di artisti, porteranno alla fondazione del movimento Arte d’ oggi; nello stesso anno Berti terrà la sua prima personale alla Galleria La Porta.


Con Nativi, Bozzolini, Monnini, Brunetti e lo scultore Lardera, formerà all’interno di Arte d’oggi una sorta di ala oltranzista sostenitrice dell’astratto. Un passo che Berti compirà definitivamente nel ‘47 con Composizione verticale e poi con Simbolo, opera che anche nel titolo alludeva al superamento compiuto. Così, con Brunetti, Monnini e Nativi spazzerà via le varie dialettiche figurative in seno al gruppo, promuovendo un’attività espositiva che porterà l’astrattismo fiorentino -al quale si era poi convertito anche Nuti- al dialogo con le neo-avanguardie nazionali. Nel 1950, dopo una collettiva alla Galleria Vigna Nuova chiosata da un Manifesto su Una poetica dell’Astrattismo Classico, il gruppo dichiarerà il proprio scioglimento, e Berti proseguirà la sua ricerca verso un astrattismo costruttivo.


Nel ‘51 esporrà alla Galleria D’Arte Moderna di Roma, nel ‘ 55 alla mostra pratese di Ragghianti Sessanta maestri del prossimo trentennio e nel ‘57 alla Strozzina di Firenze con un’antologia di opere dal 1940 al 1947. Nel ‘59 sarà presente alla Quadriennale di Roma e nel ‘63 vincerà in premio Il Fiorino di Firenze. Anni in cui nascono, quali tesi d’ “ampliamento”, i cicli dell’Espansioni dell’Astrattismo classico, le Cittadelle ostili, le Brecce nel tempo, l’ Avventuroso astrale che arriverà fino alla metà degli anni Sessanta. E quindi le Cittadelle della Resistenza e Realtà antagonista, fino alla Visione verso l’alto che dalla metà degli anni Settanta introdurrà i vari Guardare in alto che ancor più sottolineano nell’uomo una fervida speranza di riscatto.


Notevole la sua attività grafica, per la quale nel ‘68 sarà invitato a Venezia alla Biennale dell’Incisione. Berti è stato attivissimo dagli anni Trenta anche nella fumettistica per ragazzi, creando negli anni personaggi come Chiodino e Atomino, fino alla successiva rivisitazione di Pinocchio.
I suoi diari, lettere e disegni sono stati donati all’Archivio Centrale dello Stato a Roma.

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