Museo di Arte Contemporanea e dell'900

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Le origini della pittura di Nino Mustica


Eventi › Le origini della pittura di Nino Mustica

 11 ottobre - 21 novembre 2014

 A cura di Paola Cassinelli

 Nino Mustica (Catania 1949), artista che ha utilizzato nel corso della sua lunga attività tecniche e tecnologie svariate, mantenendo comunque immutato il suo livello creativo, rientra nel programma di indagine che il Mac,n ha programmato per il 2014.


Le serate a tema dedicate agli anni Sessanta sono state infatti un’occasione sia per riscoprire la musica, la storia, le problematiche sociali, la movida e il tradizionale “Made in Italy”, che le origini di artisti che si affacciavano, proprio in quegli anni, al mondo dell’arte con determinazione, definendo linee produttive fondamentali per i movimenti culturali odierni.


Non è questa la sede per ripercorrere i numerosi e recenti successi di Nino Mustica con le sue innovative ricerche artistiche proiettate verso la video Art e il 3D, ma, grazie al prestito di un dipinto e di circa una ventina di fogli di grafica di una collezione privata, è stato possibile ripercorrere le origini dell’artista, i suoi esordi e soprattutto gli artisti che maggiormente hanno colpito la sua fantasia e creatività.


Evidente, nelle opere esposte, il calore della sua terra d’origine, la Sicilia, con tutto l’antico e svariato bagaglio di culture e tradizioni differenti, che si manifesta con una pittura tonale dove il colore e lo spazio si mescolano senza regole, noncuranti delle proporzioni, della prospettiva, e con una particolare distribuzione della luce, che punta a creare struggenti intimismi e acute denunce.


Impossibile non riconoscere nel tema del tradimento, descritto sul dipinto dal titolo “In primis maritum …” firmato e datato 1966, realizzato con grande attenzione ai caratteri fisiognomici dei personaggi, la sua formazione presso l’Accademia di Belle Arti di Roma e soprattutto la sua permanenza in una città dove i grandi maestri della Scuola Romana degli anni ’30, Mafai, Raphael, Scipione, Capogrossi, che proponevano una pittura selvaggia, espressiva, disordinata, violenta dai toni caldi, continuassero a imporsi sul linguaggio pittorico di molti giovani artisti.


Nel background di quell’esperienza Mustica crea, sulla sua tela, il dramma della gelosia e affianco al grande talamo nuziale che vede sdraiati due amanti, pone la figura possente del marito armato che, nonostante il gesto di difesa e protezione dell’altro uomo, ha deciso di vendicare l’oltraggio ricevuto col sangue.


Numerose le acqueforti, le acquetinte, i linoleum esposti che ripercorrono le esperienze fondamentali per la ricerca pittorica del giovane Mustica: molteplici segni grafici, ottenuti con tecniche differenti su morbide matrici o su lastre metalliche preparate con bitume e pece greca, sostituiscono i tradizionali taccuini sui quali molti grandi maestri hanno costruito le basi del loro successo, mostrando ripensamenti e correzioni delle linee e dei colori.


La figura umana viene rappresentata su fogli di carta dal colore bruno, attraverso l’uso di forme asimmetriche, disarmoniche, spesso schiacciate in un’ esasperata risoluzione bidimensionale, che si apre verso una visionarietà nettamente espressionista, per mezzo di una materia pittorica densa e scabra, in ambientazioni che, nonostante siano tratte dalla vita reale e quotidiana, assumono un aspetto fantastico e visionario (Paola Cassinelli).

 

Orario di apertura: lunedì, giovedì, venerdì 15.30 - 18.30 (ora solare) 16.00 - 19.00 (ora legale); mercoledì 9.30 - 12.30; sabato e domenica 9.30 - 12.30 15.30 - 18.30 (ora solare) 16.00 - 19.00 (ora legale). Chiuso il martedì.

 

L'iniziativa è inserita nel programma della Settimana della cultura toscana 2014 CoolT (9 - 19 ottobre 2014).

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